lunedì 2 settembre 2013

Difficolta' Apprendimento

Le difficoltà di apprendimento, a qualunque livello, possono rappresentare un problema significativo nella carriera scolastica di un bambino ed è importante identificarne accuratamente le cause per poter intervenire in maniera precoce ed adeguata.
Il “non apprendere” può dipendere da due classi di fattori: ambientali/esterni al bambino (arretratezza culturale, scarsa stimolazione, degrado sociale, assenze frequenti, difficoltà linguistiche) e individuali (deficit visivi e/o uditivi, insufficienza mentale, scarso funzionamento di capacità specifiche come linguaggio, lettura, memoria o attenzione). 
Sulla base di questi elementi è dunque possibile identificare due tipi di problematica scolastica:
Difficoltà di apprendimento: problematica significativa nel percorso scolastico del bambino, può essere dovuta a svantaggio socio-culturale grave, disturbo di attenzione e/o iperattività, disturbi emotivi (ad es: ansia, depressione, paure), disturbi comportamentali, scolarizzazione insufficiente, oscillazioni “normali” del rendimento scolastico, scarsa motivazione, didattica non adeguata alle caratteristiche del bambino.
Disturbo specifico dell’apprendimento: significativa difficoltà nell’acquisizione e uso di abilità di comprensione del linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura o matematica, è dovuta ad un cattivo funzionamento del sistema nervoso centrale. Per tale ragione questo tipo di disturbi compaiono già nelle primissime fasi di acquisizione di un’abilità scolastica e risultano essere più difficili da trattare.


Con questo si intende dire quindi che il termine “Disturbo Specifico dell'Apprendimento” fa riferimento ad una precisa categoria diagnostica e va distinto dalla “difficoltà di apprendimento”, espressione più generica che include tipologie molto diverse di difficoltà che si possono manifestare nell'ambito scolastico. 
Nel caso di disturbo specifico dell’apprendimento ci troviamo di fronte a bambini intelligenti, spesso anche molto intelligenti, che per qualche ragione non riescono ad apprendere una o più abilità. Si tratta di difficoltà di causa incerta: non si sa ancora con certezza, infatti, quale sia il ruolo della componente genetica, in che misura possano essere ereditarie e quali siano esattamente le alterazioni presenti a livello di sistema nervoso centrale. Tali difficoltà, tuttavia, fanno parte dell’individuo e accompagnano tutto il suo percorso scolastico. 
Ci sono tre grandi gruppi di disturbi specifici dell’apprendimento e sono:
Disturbi specifici della lettura (riguardano gli aspetti di decifrazione e/o comprensione del testo)
Disturbi specifici dell’espressione scritta (riguardano gli aspetti grafici, ortografici e di espressione)
Disturbi specifici del calcolo (che riguardano l’utilizzo dei numeri, le procedure di calcolo e la risoluzione dei problemi)
Normalmente sono gli insegnanti i primi ad accorgersi che il bambino presenta qualche tipo di difficoltà (es: particolare lentezza nel leggere, errori frequenti in lettura o scrittura, difficoltà nel conteggio o nell’esecuzione delle operazioni di base, scarsa comprensione dei testi, cattivo segno grafico ) ed è importante che segnalino tempestivamente il problema alla famiglia in modo da poter attivare controlli appropriati. 
Normalmente la diagnosi non può essere fatta prima della fine della II classe della scuola primaria per lettura e scrittura e della III per il calcolo, anche se già a partire dall’ultimo anno della scuola materna è possibile l’identificazione di segnali di rischio (es: difficoltà a riconoscere i suoni iniziali delle parole, a giocare con le rime, a contare fino a 10, ecc) sui quali è possibile intervenire con un percorso di potenziamento che permetta di ridurre le lacune del bambino prima dell’ingresso a scuola.
La prima cosa da fare, quando vi è una situazione di difficoltà scolastica persistente e che sembra non migliorare con un aumento dell’aiuto a casa o con delle “ripetizioni”, è rivolgersi ad uno specialista, solitamente uno psicologo che si occupa di età evolutiva e disturbi dell’apprendimento. Nel servizio pubblico le famiglie possono rivolgersi al distretto sanitario di competenza (neuropsichiatria infantile, servizio materno-infantile o unità bambini e adolescenti, a seconda delle realtà territoriali) richiedendo una valutazione per sospetto disturbo dell’apprendimento. L’iter solitamente prevede l’inserimento della famiglia all’interno di una lista d’attesa in base alla quale genitori e bambini verranno chiamati per un primo colloquio conoscitivo e per impostare il percorso diagnostico. Alternativamente è possibile rivolgersi privatamente ad uno psicologo specialista in psicopatologia dell’apprendimento (il sito dell’AIRIPA offre un elenco completo dei professionisti di ogni regione). In entrambi i casi l’obiettivo sarà quello di fare una prima valutazione dello stato degli apprendimenti del bambino, andando ad identificare le aree di maggiore difficoltà. In un secondo momento, se necessario, verrà effettuata un’indagine più approfondita delle competenze scolastiche emerse come lacunose, per stabilire l’entità del ritardo scolastico presente e giungere ad una diagnosi. Solitamente una valutazione accurata e completa prevede: valutazione del livello di intelligenza, lettura di brano e di parole isolate ad alta voce, lettura di brano con domande di comprensione del testo, prova di matematica (calcolo scritto e mentale, conoscenza dei numeri e delle tabelline), dettato di brano e parole. Il profilo ottenuto al termine del percorso valutativo ha l’obiettivo di individuare i punti di forza e di debolezza del bambino e di impostare un opportuno percorso di intervento. L’intervento riabilitativo o di potenziamento è possibile per tutte le difficoltà di cui si è finora parlato, anche se avrà obiettivi, tempi e risultati attesi diversi a seconda delle specifiche situazioni. In molti casi vengono utilizzati anche alcuni strumenti di compenso (calcolatrice, scrittura a computer, sintesi vocale), previsti del resto dalle circolari ministeriali, che possono aiutare il bambino nel suo percorso scolastico. Va detto che i disturbi specifici dell’apprendimento sono molto resistenti al trattamento e spesso sono necessari tempi molto lunghi e duro lavoro per ottenere dei risultati in questi casi purtroppo non ci si può aspettare una normalizzazione della situazione ma consistenti miglioramenti sono possibili, soprattutto quando la diagnosi è precoce.

Dott.ssa Silvia Zanette

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